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CULTURA
5 dicembre 2010
“Candidatura del Nordest a Capitale UE della Cultura nel 2019”
Mozione n. 49
“Candidatura del Nordest a Capitale UE della Cultura nel 2019”
Sasco, Salvador, Venier Romano, Tesolat
IL CONSIGLIO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
PREMESSO che per iniziativa della Fondazione Nordest e di altri soggetti dell’imprenditoria del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ha preso l’avvio un’iniziativa tendente a candidare il Nord Est Capitale UE della Cultura nel 2019;
CONSIDERATO che tale proposta ha ottenuto un primo assenso da parte del Ministro per i Beni
Culturali on. Sandro Bondi, dei Presidenti della Regione Veneto Galan, del Friuli Venezia Giulia Tondo, della Provincia Autonoma di Trento Dellai, dei Presidenti delle Associazioni Industriali delle tre Regioni, nonché di diversi Presidenti di Camere di Commercio e di Fondazioni Bancarie;
RITENUTO che questo progetto, dopo il venir meno delle candidature Expo di Venezia e Trieste, rappresenta un’occasione altrettanto valida per promuovere a livello europeo, e non solo europeo, l’immagine delle tre Regioni del Nord Est, facendo sistema tra loro e comprendendo quindi anche il Friuli Venezia Giulia, per esaltare la loro storia e la loro cultura, l’ internazionalità e la loro spiccata tendenza all’innovazione anche in campo scientifico, artistico, culturale, del sapere e della ricerca;
RITENUTO ALTRESI’ che negli anni che precedono l’evento si dovranno completare una serie di infrastrutture attraverso le quali superare le gravi carenze ora esistenti dal punto di vista infrastrutturale e che, quindi, l’aspetto culturale diverrà anche fattore di sviluppo per l’intera area del Nord Est, con riflessi positivi nel tempo soprattutto per il settore del turismo;
RILEVATO che la nostra Regione si deve preparare fin d’ora a far parte della squadra organizzatrice del grosso ed irripetibile evento, che prenderà l’avvio già nel 2012, ragion per cui necessita nelle prossime scadenze di bilancio prevedere un’apposita linea di spesa straordinaria per lo studio di fattibilità e di prima gestione dell’organizzazione dell’evento, orientando in tal senso anche l’attività ordinaria dei settori della cultura, del turismo e delle infrastrutture;
VALUTATA l’opportunità di coinvolgere in questo disegno, superando ogni logica campanilistica, le principali città della Regione, le Università e le maggiori istituzioni culturali e scientifiche oltre a importanti realtà come Aquileia, Villa Manin di Passariano e la città di Cividale, già candidata a far parte del patrimonio protetto dall’Unesco, nonché le forze imprenditoriali, e gli enti strumentali vari (Camere di Commercio, Teatri, Mittelfest, Azienda Speciale Villa Manin, Agenzia Turismo, Enti fieristici, Area di Ricerca, ecc.);
RILEVATA l’urgenza di aderire alle sollecitazioni pervenute in tal senso, a seguito della prima disponibilità fornita dal Presidente della Regione Tondo, dalla Fondazione Nord Est e dai massimi rappresentanti di imprese, istituzioni culturali e politiche del Nord Est, preoccupati di non lasciar cadere una simile possibilità di valorizzazione del nostro territorio, per la quale è necessario il coinvolgimento e la concertazione con tutte le realtà politiche, istituzionali, sociali e culturali che lo compongono;
TUTTO CIO’ PREMESSO
Impegna la Giunta Regionale ad attivare tutte le iniziative tendenti a promuovere la candidatura nel Nord Est in generale e del Friuli Venezia Giulia in particolare, per ottenere la candidatura del Nord Est a Capitale UE della Cultura nel 2019.

Presentata alla Presidenza il 20/01/2010
Discussa nella seduta n. 120 di data 03/03/2010
Mozione APPROVATA come emendata
CULTURA
27 novembre 2010
Perché Venezia con il Nordest Capitale Europea della Cultura 2019
I grandi eventi, pur con tutte le difficoltà  che si manifestano nelle fasi preparatorie, sono ormai diventati i principali motori per accelerare processi già  in atto, sia sul piano infrastrutturale che su quello culturale. Il Nordest, nel corso dei prossimi dieci anni, può prepararsi, svolgendo un percorso di crescita progressivo ed inclusivo, anche a partire dallo schema proposto dalla prima edizione dal Festival delle Città  Impresa, a diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019. Lo può fare perché diventerà  nei prossimi anni, volente o nolente, sempre di più area metropolitana, e sarà , ancor più di oggi, una vera e propria area vasta d'eccellenza; lo può fare perché ha una ricchezza di tradizioni e di vita culturale che non ha pari al mondo: dalla Biennale di Venezia all'Arena di Verona, dal Mart di Rovereto ai tesori Palladiani, dalla Cappella degli Scrovegni alle tradizioni Mitteleuropee di Trieste; lo può fare perché ha un tessuto di imprese che già  oggi sono leader mondiali nella creazioni di stili e tendenze; lo può fare perché ha già  una ricchezza reticolare di vita culturale diffusa che non ha eguali. Lo deve fare perché le nostre imprese, per competere nei mercati mondiali, hanno bisogno di trovare un territorio che sia attrattivo per i talenti, che fornisca servizi di eccellenza (dalla formazione agli studi professionali) che abbiano un bacino di utenza di dimensioni adeguato; lo deve fare perché questa può essere l'occasione per organizzare infrastrutture ferroviarie, stradali, portuali ed aeroportuali di livello internazionale; lo deve fare perché questa è l'occasione per far crescere una industria culturale di cui già ci sono tutti i presupposti ma che ha bisogno darsi una dimensione metropolitana che la renda competitiva nel mercato globale
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